AYMAVILLES
 

Il paese è posto al centro di una conca verde e assolata sul versante a bacìo,tra prati, frutteti e vigneti, a 640 metri d'altitudine, a 7 chilometri da Aosta e all'uscita dell'autostrada del Monte Bianco.
Il paese, dominato dal castello che è stato oggetto, nel corso dei secoli, di numerose modifiche. Aymavilles è posto allo sbocco della Valle di Cogne.

 

Il progetto che il Comune ha scelto: SALVIAMO L'IDENTITA' DEI BAMBINI DELL'ETNIA ZOQUE IN CHIAPAS -Vides

 

Il castello di Aymavilles

Il Castello di Aymavilles ha un aspetto suggestivo. Le prime notizie che possiamo ritrovare sul feudo e sul castello risalgono al 1278, quando era costituito semplicemente da una torre quadrangolare circondata da una cinta muraria.
Vennero realizzate, in seguito, le quattro torri angolari; fu inoltre costruita una merlatura con feritoie, oltre ad una cinta muraria doppia dotata di fossato e ponte levatoio. Nel 1882, il castello di Aymavilles fu acquistato dal senatore Bombrini. Nel 1970 fu venduto all'Amministrazione regionale valdostana. Nel corso del 2000, sono stati eseguiti importanti interventi di ristrutturazione.
Per molti anni, nel parco che circonda il castello, si è svolta la rassegna di canto corale e di esibizioni di gruppi folcloristici che oggi si tiene a Fenis, in bassa valle.
Sotto il castello troviamo la “Cave des Onze Communes”, una cantina dove si vende il vino prodotto ad Aymavilles.D’estate si organizza una manifestazione culturale, Eté-trad, distribuita su varie serate a base di concerti di musica celtica, serate danzanti o cinema all’aperto.

Il castello

 

Attività e tradizioni

La buona posizione di Aymavilles favorisce l’agricoltura. Quest’aspetto si rispecchia anche nei suoi piatti tipici. Per esempio la Favò di Ozein, una frazione di Aymavilles situata abbastanza in alto. La Favò è una zuppa di fave che simboleggia la semplicità e il gusto nutriente di una volta. Questa zuppa è anche oggetto di una festa che porta lo stesso nome e si tiene in estate. Facendo una passeggiata nel borgo della frazione, si possono vedere artigiani che svolgono i mestieri di una volta (scultore, pastori, donne che lavorano all’uncinetto e a maglia…) come in una specie di museo vivente. Dopo un tuffo nel passato si può gustare la tipica minestra accompagnata da pane nero di segala e fontina.

 

il villaggio di Ozein

La chiesa St.Lèger

L'attuale edificio fu costruito negli anni 1760-1762. La caratteristica facciata fu dipinta nel 1856-1857 dal pittore Grange. L'altare maggiore fu realizzato nel 1856 dallo scultore Freydoz in sostituzione di quello precedente. L'organo fu costruito nel 1848. Dell'epoca medievale si conserva il campanile, una bella torre quadrata che si eleva solida ed elegante a qualche metro dalla chiesa. Nella cella campanaria è collocata la più antica campana datata della Valle d'Aosta.
La cripta, una delle più antiche che si conoscono in Valle d'Aosta risale, nella sua parte originaria, all'ultimo quarto del X secolo.

 

La chiesa St.Lèger

La chiesa St.Martin

La chiesa parrocchiale di St.Martin fu ricostruita nel 1724-1725. L'altare maggiore fu realizzato negli anni 1764-1766. Il campanile, che presenta ancora notevoli elementi medievali, fu rimaneggiato nella parte somm itale nel 1833: le aperture romaniche furono in parte distrutte, in altra parte tamponate.

 

La chiesa St.Martin
Servizi

Il comune offre: un campo da calcio, una scuola materna, una scuola elementare, un parco giochi, una mirocomunità per anziani, una banca e un proggeto giovani.
Inoltre il paese dispone di quattro alberghi, tre pizzerie, due ristoranti, un pub, una farmacia e un campeggio.

SALVIAMO L'IDENTITA' DEI BAMBINI DELL'ETNIA ZOQUE IN CHIAPAS

Il progetto organizzato dal VIDES si propone di aiutare i bambini messicani attraverso la fornitura di cibo e materiale scolastico per gli alunni della scuola SS. Trinidad di Ocotepéc.
Ocotepèc è un villaggio in zona montagnosa a 100 Km da Tuxtla capitale del Chiapas, lo stato più meridionale del Messico, e il più povero, confinante con il Guatemala.
Questo progetto è rivolto soprattutto a 50 bambini e bambine tra i 5 e i 12 anni, la cui situazione presenta casi di denutrizione e malnutrimento aggravata dalle condizioni igieniche carenti.
I motivi principali che ci hanno spinto ad adottare questo progetto partono dal fatto che le comunità indigene zoques della zona di Ocotepèc sono molto povere, soprattutto a causa dell'isolamento e della conseguente difficoltà a realizzare relazioni commerciali. L'isolamento (oltre che linguistico) è anche logistico: a causa del territorio accidentato,infatti la zona non è attraversata da nessuna strada di collegamento. Oltre alla minima agricoltura di sussistenza (mais, fagioli) che non assicura una corretta e completa alimentazione, l'unica fonte di reddito è la coltura del caffè che consente di realizzare profittimolto bassi perchè si deve ricorrere a intermediari, non potendo raggiungere direttamente i mercati degli altri paesi. Molti uomini sono costretti a cercare lavoro e reddito altrove abbandonando la famiglia per diversi mesi dell'anno.
Ci proponiamo dunque di aiutare i bambini assicurando: materiale scolastico per ogni bambino: 30 €un tavolino/banco per la scuola: 40 € un bicchiere di latte al giorno per tutto l'anno: 60 € un piatto di minestra al giorno per tutto l'anno: 65 € aiutare un bambino ad andare a scuola e avere almeno un pasto al giorno: 260 €
Punto di riferimento sul posto Casa Mision SS. Trinidad 29680 Ocotepec.Chis.(Vìa Copainalà)

Presentazione del gruppo

Siamo un gruppo di alunni di terza media ( 3di terza A e 4 di terza B) che, in un laboratorio interculturale del tempo prolungato, hanno affrontato il problema, sempre più preoccupante della povertà nel mondo. Le sue origini sono molto profonde e le fasce di popolazione più colpite sono costituite da donne e bambini.
Le prime perché discriminate, sottomesse e costrette a lavorare per lo più senza essere pagate e ad occuparsi inoltre della casa e dei figli.
I secondi, perché costretti a lavorare già in tenera età, piuttosto che frequentare la scuola.
Leggendo alcuni dati resi noti da organizzazioni internazionali: UNICEF, FAO…, ci siamo accorti che il tasso di mortalità (soprattutto infantile) è molto alto.
Dopo aver constatato che il numero delle persone attente a questo problema è modesto e che è urgente fare qualcosa per questa parte dell’umanità, abbiamo colto il suggerimento di una nostra insegnante che ci ha fatto conoscere la “Rete dei Comuni solidali”. Attraverso questa organizzazione è possibile che le amministrazioni comunali sensibilizzino la popolazione dei nostri comuni ai problemi della povertà e a “inventare” occasioni per diffondere la cultura della solidarietà e per sponsorizzare dei progetti di cooperazione con il sud del mondo.
Ci è parso quindi naturale rivolgerci all ‘amministrazione del nostro comune di residenza, Aymavilles, per invitarlo ad aderire alla “rete”....in cambio della disponibilità dimostrata dall'Amministrazione, abbiamo costruito queste pagine che illustrano il Comune, i progetti ....e noi.

il gruppo di lavoro

webmaster: i ragazzi delle classi 3A e 3B della scuola media M. I. Viglino di Villeneuve