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Intervento di Coco Cano allAssemblea costitutiva della Rete dei Comuni Solidali - Pinerolo, Venerdì 14 Novembre 2003, ore 15.00
Cari Sindaci e amministratori, cari amici:
Dobbiamo cominciare questa relazione parlando della situazione in qui si trova, questo povero mondo, allinizio del terzo millennio.
Il primo mondo (per così dire) è oggi sempre, più potente, più prepotente, e sta imponendo la sua idea di mondo sul resto dellumanità.
Questa è la prima considerazione, e forse quella più importante che dobbiamo fare questa sera.
Su questo si basa il disequilibrio di tutto il sistema mondo, oggi.
Una parte è sempre più forte, più arrogante, più indifferente, più egoista, e fa di tutto per avere sempre più spazi irrinunciabili, siano commerciali, siano ideologici.
Questa situazione dingiustizia, ha portato a limiti estremi il disequilibrio fra Nord e Sud.
In un mondo dove il 15% consuma l80% delle risorse, -come ricorda spesso Alex Zanottelli- non può esserci pace né giustizia sociale.
La ricchezza dei paesi sviluppati del primo mondo e la povertà dei paesi meno sviluppati del terzo mondo, sono indissolubilmente legate, ci ricorda il teologo brasiliano Leonardo Boff.
Su questi tristi argomenti,sulla situazione della nostra povera terra, potremmo andare avanti,per ore, perché quello che sta succedendo è talmente grave, ingiusto, indegno, vergognoso, che potremmo avere materiale per molti dibattiti.
Però oggi, qui, dobbiamo parlare di noi, di come possiamo fare qualcosa, per affrontare,contrastare questa situazione.
La nostra è una goccia nelloceano, ma è qualcosa, è il minimo che possiamo fare.
Non possiamo con la nostra indifferenza, renderci complici dellingiustizia che domina oggi la nostra terra.
Abbiamo fatto alcuni viaggi, siamo andati a vedere, a conoscere,a toccare con mano, queste situazioni dingiustizia nel mondo.
Abbiamo visto molto, non tutto,ma quanto basta per non potere rimanere indifferenti.
Non si può fare finta di niente,dopo che hai visto, dopo che hai conosciuto certa gente, dopo che hai visto la povertà, la miseria, in qui è costretta a vivere la maggior parte dellumanità. Ma soprattutto vedere che quelle situazione, non sono altro che il prodotto dellingiustizia.
Di un mondo disonesto, bugiardo, di un mondo che ha due pesi e due misure, che dice una cosa e poi ne fa unaltra.
Di un ordine mondiale,ingiusto, che premia i più furbi, i più disonesti, quelli che sanno mentire meglio.
Un ordine mondiale, scritto dalle multinazionali, per la difesa dei loro interessi,dei loro guadagni.
Anche su questo,potremmo andare avanti per molto, abbiamo purtroppo tanti esempi, ma non vogliamo fermarci qui.
Dicevo prima dei nostri viaggi. Abbiamo conosciuto tanta gente, tanta bella gente dentro, gente normale, gente come noi, solo con la sfortuna di essere nata nel posto sbagliato, ma ci può essere un posto sbagliato per nascere?
In questo mondo doggi,evidentemente si.
Se nasci nel posto sbagliato, sarai povero tutta la vita, non avrai futuro, morirai di fame, non sarai nessuno.
Vedendo questa situazione ci siamo detti: cosa possiamo fare noi di fronte a questa ingiustizia?
Allinizio è scoraggiante, perché è troppo. É troppo grande la sfida,lo strapotere dei potenti, sembra di giocare una partita truccata, dove si sa già il risultato, prima di cominciare a giocare.
É la violenza del più forte, del prepotente, contro il più debole, indifeso.
Ma questa gente,ha una grande fede ed una enorme speranza, sostenuta soprattutto dalla consapevolezza, che prima o poi la giustizia arriva, ma, soprattutto, la consapevolezza di non sentirsi soli, di sapere che nel mondo, cè qualcuno che crede in loro, che gli darà una mano.
Questi siete voi che siete qui stasera.
Voi avete la sensibilità, il senso di giustizia, il buon senso delle persone oneste, che sono consapevoli delle loro responsabilità, e che sono coscienti, che è arrivato il momento di fare qualcosa.
Per questo è nata la Rete, per fare qualcosa, non possiamo essere complici dellingiustizia.
Lidea di unire le nostre forze, le nostre capacità, le nostre volontà, è venuta ad alcuni di noi, in primo luogo,al Sindaco di Carmagnola,Angelo Elia, e ad altri cari amici,compagni di viaggio, e soprattutto compagni di sogni.
Ci siamo detti da soli possiamo fare poco. Unendo il poco dogni uno, forse riusciremo a fare qualcosa. Questa è la prima cosa che ci ha portato a pensare alla Rete.
La seconda è stata, il fatto che tutti noi siamo amministratori delle nostre città, e, di conseguenza, sappiamo bene quali sono i problemi dei nostri cittadini. Li vediamo ogni giorno e ci dobbiamo confrontare con loro quotidianamente per risolvere i loro problemi.
Abbiamo verificato,nei nostri viaggi, che nella maggior parte delle situazioni, i problemi sono gli stessi,qui e là.
Potere pensare insieme, fare delle cose concrete, unire le nostre esperienze, ci è sembrata unidea forte, aggiungere un pezzettino ogni uno di noi, ogni comune, ogni persona. Diventare forti insieme,diventare grandi.
Fare la Rete.
Abbiamo visto,quanto sia importante, capire che non si tratta solo di dare quello che ci avanza, ma,di dare cose importanti, il nostro tempo, le nostre idee, il nostro cuore. Ma vogliamo pensare ad un concetto diverso: non si tratta solo di dare, ma di dare e di ricevere. Vogliamo creare un flusso di andate e ritorno.
Noi abbiamo ricevuto tanto,nei nostri viaggi, molto di più,di quello che abbiamo portato. Abbiamo ricevuto affetto, calore, amicizia, amore, fiducia. Quante volte ci capita di ricevere tutte queste cose nella vita di ogni giorno?
Ci siamo chiesti: chi siamo? Da quale mondo veniamo? Dove stiamo andando?
I nostri viaggi ci hanno aperto gli occhi, ma, soprattutto, il cuore!
E questo cuore, è il cuore della Rete. Fatta da tutti voi, da ogni uno di noi.
Ogni comune, ogni città, ma soprattutto, ogni persona.
Abbiamo visto quanto sia importante il rapporto diretto con le persone: un meccanico in pensione che va a riparare due vecchi trattori Fiat, in Africa; due infermiere che si prendono le ferie per andare a lavorare come volontarie in un Centro Sanitario, nella zona più povera di Lima; un consigliere comunale, che senza niente, organizza il gioco del fazzoletto con i bambini di una Comunità indigena, in piena Foresta amazzonica
Sono queste le nostre forze. Le cose che ogni uno dà col cuore.
Con questa logica,ci siamo mossi in questanno e mezzo, abbiamo contattato i comuni, organizzati viaggi, allestito mostre, promosso incontri.
La Rete è cresciuta. Dai primi tre o quattro comuni iniziali, siamo arrivati a 112. Lidea era giusta. E oggi siamo qui, 112 comuni che vogliono unire le loro forze, le loro idee, i loro cuori.
I nostri amici del Sud del mondo, ci stanno aspettando.
Credono in noi,hanno fiducia in noi, per loro siamo la speranza.
Possiamo fare molto o poco, non importa: una tettoia per la mensa nella selva, un gabinetto per i quartieri più poveri, un pozzo dacqua in Africa. Sono cose molto grandi per loro -e anche per noi-, poterle fare insieme è la nostra forza, cose semplici, concrete realizzabili, vere. É importante alzare la testa, vedere un po più in la del nostro ombelico.
Il mondo ci aspetta.
Ad oggi siamo a 112 comuni, che hanno deliberato, e molti lo stanno per fare: chiuderemo lanno con 150 adesioni. Prova che lidea della Rete è giusta.
Il gruppo di lavoro, che dallinizio si è impegnato nella gestione della Rete, ne ha impostato la diffusione utilizzando metodi nuovi di comunicazione.
Un anno fa è stata organizzata una serata con lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, uno dei più grandi scrittori contemporanei dellAmerica Latina, che ci ha, in un certo modo, spinto ad andare avanti in questa strada. Questi incontri danno ossigeno al nostro lavoro.
Abbiamo organizzato alcuni viaggi, sia in Perù sia in Niger; perché riteniamo, che solo attraverso la conoscenza diretta, si possa capire la differenza, fra il nostro modo di vivere, e quello dei popoli che hanno meno di un dollaro al giorno. Viaggi aperti a tutti, amministratori, cittadini, pensionati; viaggi che servono per vedere le cose belle,che ci sono in tanti posti, ma che servono anche,per vedere dal vivo, dove si realizzano i nostri progetti, e ci permettono di conoscere le persone, i popoli.
Un turismo sociale, solidale.
A giugno del 2004, è in programma un nuovo viaggio in Perù: Alta Amazzonia, Lima, Cusco, Machu Pichu.
Nel corso del prossimo anno andremo in Brasile, per cominciare a prendere contatti ed avviare alcune collaborazioni, con comunità del posto, nella zona di Bahìa.
Siamo in stretto contatto col Niger, dove stiamo portando avanti i progetti dei pozzi, e dove abbiamo diverse iniziative, in particolare, un progetto per lirrigazioni, insieme al Politecnico di Torino.
Da maggio a giugno verrà presentata una nuova formula di turismo,in Marrocco, ospitalità in famiglie rurali,per offrire una possibilità di reddito in zone molto povere.
Sono state organizzate mostre dArte, in particolare di pittura. Per il 2003 anno internazionale dellacqua, sono stati coinvolti 22 Artisti, per la mostra che è stata allestita con il contributo della Provincia di Torino, il 5 giugno.
É stata presentata in diversi Comuni, in questi giorni è qui a Pinerolo, poi proseguirà a Torre Pellice. Agli artisti è stato chiesto di donare 5 opere grafiche, che sono messe in vendita, e ci hanno consentito di raccogliere fondi per i pozzi in Africa; a settembre sono state inviate a Zinder i primi 5.000 euro, prodotto della raccolta della mostra. In sei mesi sono state organizzate 23 mostre. La mostra dellacqua e altre mostre sono a disposizione, dei Comuni che ne facciano richiesta.
Ad ottobre è stato inaugurato un ciclo di conferenze chiamato Meteo Solidale; con Luca Mercalli, conosciuto da molti per la sua partecipazione alla trasmissione televisiva Che Tempo Che Fa. La serietà e la rigorosità delle sue argomentazioni, ci offrono spunti di riflessione, per capire che la terra dove viviamo, non può continuare a subire aggressioni così pesanti.
Gli incontri sono stati presentati in sette comuni, visto il grande livello dinteresse che hanno creato, Luca Mercalli, ha dato alla Rete, altre sei date disponibili. Chi è interessato si metta in contatto con noi.
Unaltra proposta della Rete, rivolta in particolare alle scuole, è il Teatro dellOppresso, la possibilità di far vivere ai ragazzi attraverso il coinvolgimento diretto leducazione allo sviluppo e alla diversità.
Sempre sulle scuole,va segnalato un progetto denominato Scuola Solidale, presentato dal Liceo di Oulx. É stato prodotto un CD dalla band della scuola, il ricavato della sua vendita, è stato versato per i pozzi in Niger.
Alcuni insegnanti della Valle dAosta si sono collegati a questo progetto.
Il gruppo di coordinamento ha lavorato in stretto contatto con:
- i Cooperanti che lavorano direttamente in paesi del Terzo Mondo;
- i missionari Comboniani di Verona;
- i missionari della Consolata di Torino;
- Emergency;
- le botteghe del Commercio Equo e Solidale;
e con altre organizzazioni sensibili ai discorsi della Rete
Siamo in contatto con lassociazione Cités Unies de France, che si occupa di cooperazione Internazionale, e che raggruppa centinaia di città per progetti di cooperazione. Sul nostro sito (www.comunisolidali.org) troverete un riferimento come Rete dei Comuni Solidali a Parigi.
Oggi abbiamo chiesto ai Comuni di rappresentarsi con un prodotto della loro terra. Al termine dellassemblea li mangeremo insieme.
Un progetto della Rete, è quello di creare una serie di Prodotti Solidali, destinando una piccola parte dei guadagni ai progetti per il Terzo Mondo.
Dal primo gruppo che ha avviato la rete, e che ha lavorato per oltre un anno, sono state individuate cinque persone, che per le loro caratteristiche, capacità, impegno e volontà possono coprire i diversi ruoli necessari per continuare il lavoro della Rete, e che vengono oggi presentate e proposte come gruppo di coordinamento, per i prossimi tre anni:
Chiara Sasso, che tutti voi conoscete, almeno telefonicamente, e che ha tenuti i contati con tutti voi. É stata in Africa e America Latina. É quella che vi conosce meglio ed ha un ruolo fondamentale nella Rete.
Renzo Sola, funzionario del Comune di Carmagnola, cura la parte burocratica e amministrativa della Rete, ha viaggiato anche lui per la Rete in Africa e America Latina.
Filippo Guerra, tecnico della cooperazione, con lunga esperienza sia in Africa che in America Latina, consulente della Rete per diverse attività.
Simona Massera, cooperante,con esperienza in America Latina,si occupa principalmente dei progetti della Rete.
Coco Cano, assessore alla Cultura del Comune di Carmagnola, coordina i rapporti fra i Comuni, si occupa dei progetti, in particolare per lAmerica Latina.
Questo gruppo di coordinamento lavorerà in modo volontario, salvo mandati per incarichi specifici.
Vi chiediamo di darci la vostra fiducia per i prossimi tre anni, per continuare il lavoro fatto fino ad oggi.
Abbiamo pensato ad una organizzazione snella, senza presidenti né consigli direttivi, con poche cariche. Un gruppo di lavoro di coordinamento e i Revisori dei Conti, individuati in posizione geografiche opposte:
Gandolfo Librini: Polizzi Generosa, Palermo
Gabriella Paoli: Val Camonica, Brescia
Adriano Degetto: Borgo San Dalmazzo,Cuneo
A questo punto vi ringrazio per avermi ascoltato, ma, soprattutto, per essere qui stasera. Per essere con tutti noi, insieme, a cercare di fare qualcosa per migliorare un po questo povero mondo.
Grazie.
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